DIARIO

Eccoci nella pagina del colloquoio. Quindi per comunicarci la tua riflessione, scendi, per favore, in fondo a questa pagina, dove trovi scritto: LASCIACI UN COMMENTO. 

Mi accorgo che è molto difficile per chiunque, quin di anche per i nostri lettori, comunicare certi sentimenti profondi, perhè ci va di mezzo la nostra onorabilità. Ma facciamoci un po’ di coraggio.

Evidentamente qui scriviamo per le persone, che sappiamo ci leggono. Ne è prova anche il commento che talvolta ci viane indirizzato. Oggi ci fermiamo su come poter indirizzare le nostre forze verso la loro meta baturale. Così anche S, Agostino ( e non è poco!) la pensa con coi. Oggi penso alle persone che cercano in Dio il proprio approdo.

Trovare la meta
Paolo, come ci riferiscono gli Atti degli Apostoli, parla agli Ateniesi, entrato nell’Areopago, il luogo più importante per i raduni dei cittadini.
Prende lo spunto dalla scritta di un altare, dedicato “Al dio ignoto”. Non è un semplice espediente per introdursi, ma una costatazione della religiosità degli ateniesi. Egli riconosce che anche la ricerca religiosa, che addirittura riconosce il bisogno di un dio misterioso, è già ricerca di Dio.

Attendo una risposta dai lettoriche ringrazio in anticipo.

6 thoughts on “DIARIO

  1. su Idolatria di Dio
    E’ tanto quello che scrive e quella “dolcezza commovente ” non viene ,di certo,da nessuna altra parte.Ma a quanti vedono solo sofferenza e soprusi e rifiutano in blocco, che dire e come?Con l’esempio nostro no , manca la corenza ,con le parole, sempre troppo limitate e allora ?
    E comunque la prima impressione sentendo tutto questo amore di Dio è il dubbio che possa essere così come si legge.

    • Cara Carla, fortunatamente Dio è Padre e non pretende da noi più di quanto ci è possibile. Ha Lei mai visto un papà che chiede a un figlio di un anno di imparare la filosofia di Aristotele? Quel Dio che noi possiamo indicare realmente può essere un Dio “manchevole”, però esso è almeno un barlume autentico di Dio, del Padre. A quanti vedono soltanto sofferenza e negatività spetta a noi rispettare la sofferenza, stare vicini a chi soffre, e questa nostra semplicissima azione è un modo con il quale Dio è vicino a chi soffre. E quando lui è vicino, sa bene che cosa lui sa fare. Grazie per averci comunicato il suo pensiero: è un dono che Lei fa in risposta al nostrpo dono. E, in quanto ringraziamento, è sempre lode a Dio. Ci scriva sempre!

  2. Proprio è vero: solo Gesù è l’emblema del pregare. Troppe scuole di preghiera, occidentali e orientali, non si attendono all’unico grande esempio di preghiera, che decisamente arriva a Dio.

    • Anche il nostro semplice condividere le riflessioni sulla preghiera, può diventare preghiera condivisa.

    • La parola si ascolta in molti modi secondo le attitudini e la circostanze. Comunque l’ascolto di Dio che parla non è simile all’ascolto di un professore di scuola. Il modo è diverso e si inizia dalla preghiera e dal credere alla vicinanza del Padre, al quale ci si affida. Questo è l’inizio dell’ascolto: la fiducia che la Parola sta penetrando in noi, al solo avvicinamento di noi al Padre. Forse c’è più ascolto negli istianti della comunione, che non in uno sforzo di comprensione. Dio parla sempre: percepire la sua parola è atto di umiltà e di amore, prima che comprensione intellettiva.

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