DIARIO

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Noi comprendiamo il nostro prossimo, come desideriamo che il nostro prossimo comprenda noi?

Gesù incompreso
Il Vangelo di Giovanni, descrivendo l’ultima cena (molto meno delicatamente colorita, come quella di Leonardo!) nota l’ostilità di Giuda, e l’incomprensione di Pietro.
È vero che Gesù non è facile comprenderlo. Però noi siamo portati a sottolineare la perfidia di Giuda e la presunzione di Pietro. Di solito non ci si sofferma a meditare sull’incompreso, sulla sua pena, e la sua forza d’animo.
Gesù fu il più grande incompreso. Grande perché fu incompreso su quella qualità enorme (solo sua) di essere Dio. Anzi proprio il suo riconoscersi candidamente Dio, gli procurò la morte.

 

 

 

4 thoughts on “DIARIO

  1. Proprio è vero: solo Gesù è l’emblema del pregare. Troppe scuole di preghiera, occidentali e orientali, non si attendono all’unico grande esempio di preghiera, che decisamente arriva a Dio.

    • Anche il nostro semplice condividere le riflessioni sulla preghiera, può diventare preghiera condivisa.

    • La parola si ascolta in molti modi secondo le attitudini e la circostanze. Comunque l’ascolto di Dio che parla non è simile all’ascolto di un professore di scuola. Il modo è diverso e si inizia dalla preghiera e dal credere alla vicinanza del Padre, al quale ci si affida. Questo è l’inizio dell’ascolto: la fiducia che la Parola sta penetrando in noi, al solo avvicinamento di noi al Padre. Forse c’è più ascolto negli istianti della comunione, che non in uno sforzo di comprensione. Dio parla sempre: percepire la sua parola è atto di umiltà e di amore, prima che comprensione intellettiva.

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