Oggi parliamo di: Due per altri

Due per altri

Dio non è mai solo. In sé è dialogo. scambio sublime. Tutto ciò che viene da Dio è per il dialogo, per l’altro. Dio non crea il mondo per sé, ma perché sia goduto da tutti coloro, che lui crea e ama. L’unione che viene da Dio è sempre un’unione che non si ferma dentro una stretta egoistica cerchia. Il mondo è perché gli uomini lo godano, e così abbiano un sentore di ciò che gli attende alla fine. Il Vangelo non è per creare circoli chiusi, come i conventi autoreferenziali, così come si prospetta la nuova situazione di questo bel S. Lorenzo, dal quale si vuol escludere ogni presenza, che non sia quella di due o tre persone. Meglio è dirlo subito: almeno così io l’ho intravvisto parlando con i nuovi inquilini. Dio non sta nel deserto, dove la Scrittura colloca il diavolo, ma nel cuore degli uomini e nel cuore di una città, come voleva il Francesco d’Assisi, nella sua primitiva conversione, quando non aveva subito influenze esterne. Per gli altri è Gesù, e per gli altri devono essere quelli che sono di Gesù.

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