Amore di Dio facilitato

Amore di Dio facilitato
Dio ha bisogno del nostro amore. Non per essere amato, ma per amare, e continuare il suo amore. L’aveva sapientemente compreso e vissuto Madre Teresa. L’aveva detto chiaramente Gesù: “Ciò che fate al più piccolo l’avete fatto a me”.
Se uno dice di amare Dio, e poi odia il proprio fratello è un bugiardo (cfr. I Gv 4, 20). Quindi la domanda non è: “Chi è Dio, perché possa amarlo?”, ma: “Chi è il fratello, perché amando lui possa amare Dio?”.
Chi è il mio fratello, affinché amando lui, ami il Padre? Rileggendo il Vangelo scopro che non solo Gesù è, per me ignorante dei grandi monumenti teologici, la semplificazione del Dio invisibile in un Dio visibile, ma scopro pure che amando il fratello che si vede in lui amo Dio e Gesù, che non si vedono. L’uomo amato è l’ulteriore semplificazione di Dio, dopo quella dell’Incarnazione.
Sì: il suo peso è leggero! Attenzione a non scrollarci di dosso anche le formiche dopo aver evitato l’elefante.
Dio è colui che accondiscende, discende nell’uomo.
Nell’uomo Dio vive l’amore, perché l’amarci a vicenda è semplicemente amore di Dio che si espande, e si espande attraverso la Chiesa, che siamo noi. Però la Chiesa deve reggersi sull’amore, per essere l’amore di Dio nel mondo. Una chiesa organizzata su altro, che non sia l’amore, è una chiesa mondana, nel cuore e nelle manifestazioni. Nella carità si realizza la chiesa, affinché, come scrive S. Paolo, tutto concorra all’unico bene: Gesù nello Spirito.
05.06.17

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