Figli

Figli
Un caso del cosiddetto nominativo pendente lo troviamo in S. Giovanni. Però a me non interessa tanto il nominativo pendente quanto ciò che viene detto, e che pone un grosso punto interrogativo sul detto “figli adottivi di Dio”, una frase che da molto tempo mi è tornata del tutto stonata: figli adottivi.
È vero che anche nella traduzione latina del greco “uiothesia” troviamo il vocabolo “adotio” (adozione). Per il termine greco è piuttosto “costituzione di figlio” e non adozione a figlio. Una volta ho lasciato disorientato un biblista quando gli ho chiesto: “Se l’uomo è un figlio adottivo di Dio, allora Dio è un semplice padre adottivo?”.
S. Giovanni, nel prologo del suo Vangelo (I, 12) afferma: “A quanti lo accolsero diede il potere di diventare (essere?) figli di Dio, a coloro che credono nel suo nome [nome è parafrasi di Dio], i quali non da sangue né da volontà di carne [ossia umana!] né da volere d’uomo, ma da Dio sono stati generati”. Altroché adottivi: generati da Dio! Come? Oggi non lo conosciamo, lo capiremo oltre, dopo, quando rientrati nelle braccia del Padre… apprenderemo quasi per “osmosi” il nostro essere di Dio.
Da bambini, ancora incapaci di ragionare, “sentivamo” di essere figli di nostra madre, per quanto ci veniva trasmesso quando eravamo nel suo ventre, e poi nel suo amplesso. Osmosi.
Perché ci sentiamo “in esilio” quando la nostra patria [patria da padre] è nel cielo?
Non è vero che Gesù è il figlio autentico, mentre noi siamo figli spuri. Lui è semplicemente il “primogenito fra molti fratelli”: così ci assicura lo Spirito Santo nella sua Scrittura.
17.06.18

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