Il tabernacolo del Vangelo

Il tabernacolo del Vangelo
Sappiamo che il Vangelo dai credenti non è letto, è semplicemente assimilato, come il cibo.
Il libro, dove è contenuto il Vangelo, è il tabernacolo della Parola di Gesù, pari ai tabernacoli dell’Eucarestia, il Corpo di Gesù.
Due tabernacoli che ci vengono spalancati, durante il raduno della Messa.
Nelle chiese monastiche e conventuali, il testo del Vangelo è sempre posto in un luogo riservato. Ciò che purtroppo non sempre avviene nelle nostre case, dove il Vangelo (quando c’è!) è affiancato al libro di scuola, nel migliore dei casi.
L’Eucarestia, secondo l’uso di oggi, è assunta in situazioni particolari. Il precetto segna almeno una volta l’anno, evidentemente per i meno fervorosi.
Il Vangelo invece può essere assunto in qualsiasi momento della giornata. Mi sovvengono le letture che si facevano nei seminari, durante il pranzo. Non ricordo bene se noi eravamo più attenti alla minestra o alla lettura.
In alcune famiglie, nei vecchi tempi d’oro, all’inizio del pasto si leggeva una frase del Vangelo. Prima il cibo di vita eterna e poi quello per alimentare una vita mortale.
S. Girolamo diceva di dormire sopra il Vangelo. Forse per sentirne l’influsso benefico durante il sonno. Quasi una alimentazione per osmosi.
Comunque dipende dal modo con cui noi consideriamo il Vangelo, Parola certa di Dio, o lettura più o meno opzionale, lasciata alla sensazione del momento.
Con l’avvento provvidenziale della stampa il Vangelo uscì dalle chiese e dagli scrigni, e si consegnò a tutti, quasi ampliando il grande dono del Padre, che è l’Incarnazione.
17.04.19

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