Laici e religiosi salvati

Laici e religiosi salvati
Ciò che è religioso e ciò che comunque è laico, possono essere vissuti nella fede che è in Gesù. L’esempio macroscopico ci viene dalla chiesa primitiva, e non senza alcune grosse titubanze perfino in S. Pietro.
I religiosi ebrei furono uniti ai laici pagani, per fondersi nell’unità della fede in Gesù. Paolo ne fa una bandiera per il proprio apostolato. Il laico odierno reclama la propria libertà da ogni vincolo religioso. Non ne ha del tutto torto. Da certe forme di costrizione religiose si era svincolato Gesù. Eppure Gesù non si era “liberato” dal Padre e dallo Spirito, sostanza della fede.
Certamente un certo laicismo si vuol liberare dalla religione per non subire vincoli nel comportamento morale. Per ciò stesso esalta la “libertà” sessuale, la libertà di omicidio dei non nati, la libertà nell’arricchirsi a danno dei poveri, insomma tutto quanto è proclamato dal libertarismo. Però il libertarismo richiede “leggi” libertarie, quasi non accorgendosi che anche così si adegua alla legge, ossia non è esente da “dipendere”.
Eppure Paolo si rivolge anche ai libertari di Corinto, quelli che la storia definiva come corretti, e che poi, nella fede in Gesù, scoprono la “legge” naturale, quella che in Gesù li costituisce, finalmente, uomini.
Gesù non impone leggi, perché lui offre semplicemente vita. E così le categorie di vita e di morte, assumono un nuovo significato. Gesù offre se stesso, via, verità, vita. Abbracciare Gesù, è assicurare la nostra salvezza.
10.04.18

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