Noi, chiesa, sacramento di Gesù

Noi, chiesa, sacramento di Gesù
Alcune persone vedono in me un uomo di cultura. Non capisco. Io mi rinvengo come un travet del pensiero. Semplicemente trovo gusto a pensare, a riflettere, principalmente su quanto leggo nel Nuovo Testamento.
Oggi, teologi mi dicono che Cristo è il “sacramento” del Padre. Il sacramento nella accezione più diffusa, è un segno che contiene la realtà che quel segno indica. Se del pane Gesù dice “questo è il mio corpo”, allora so che quel segno (il pane che si mangia e che è veicolo di immedesimazione di un elemento al mio corpo), indica e contiene un cibo, in questo caso il cibo di Dio, dato per la vita dei credenti.
L’altro passo del significato “sacramentale” è quello che la Chiesa è sacramento di Gesù e del Padre nello Spirito. Allora tutto ciò che è Chiesa, è sacramento di Gesù, perché la Chiesa “contiene” Gesù e la sua forza, mentre è “contenuta” in Gesù, essendo membro del suo corpo.
La Chiesa è il Gesù ancora mondano, e ne prolunga e ne attua il valore e l’attività. Quale chiesa? Quella dei prelati, del clero, degli eletti, oppure quella che siamo tutti noi? La Chiesa non è divisa, ma è da sempre interconnessa nei suoi membri dalla presenza e dall’opera dello Spirito Santo. Ogni opera della Chiesa, da qualunque membro sia attuata, è opera di tutti. Qui nasce l’attenzione del nostro agire e del nostro essere. Tutto concorre, tutti concorrono. Anche quando una persona, adibita a uno speciale ufficio (Paolo ne novera alcuni), agisce nel suo campo, agisce con tutti. La sacramentalità, per quanto si manifesti in alcuni e in alcune azioni, è di tutta la Chiesa, che siamo noi.
22.01.18

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