Venga il tuo regno

Venga il tuo regno
Se vivo di te, vita da vite, non mi meraviglia che io sia destinato a risorgere.
Paolo mi ricorda che risorgeremo tutti, chi per la vita eterna, e chi per essere giudicato (condannato? speriamo che non accada a noi, che volentieri accettiamo di essere i tralci di Gesù e di goderne la grazia).
La vita comunicata dalla vite ai tralci, pur essendo un deciso in-serimento nella vita di Dio, non ci fa vivere a un metro da terra. Anzi ci rende ancora più terreni, perché “il Logos è divenuto carne” e perciò noi abbiamo attinto alla sua pienezza.
Io cammino, e non mi accorgo di vivere nell’eterno, di eternità sono timbrate tutte le mie azioni, i miei risultati, le imprese di ogni istante della vita. Sono tutti permeati di eternità. Alla fine non è necessario che io mi presenti a S. Pietro tenendo in mano il mio notes di opere buone (i fioretti?) da esibire per essere ammesso nell’emiciclo del Paradiso. Io mi ritroverò nell’al di là, dove mi incontrerò con tutto il mio passato, perché intriso della vita, iniettata in me da Gesù. Mi incontrerò non solo con quel po’ o tanto di bene operato, ma anche con il male trasformato dalla mi-sericordia di Dio.
Quanta riconoscenza e quanta commozione desta in me questo impensabile inserimento in Gesù! Forse mi pare di intuire quella frase che ripeto più volte al giorno: “Venga il tuo regno!”. Questo lieto imperversare della vita di Dio, tramite Gesù, verso di me, verso i miei cari, verso la Chiesa corpo di Cristo, verso il cosmo creato da Lui!
31.01.19

2 thoughts on “Venga il tuo regno

  1. Da pensionata mi ritrovo con tutto il mio passato,intriso di persone,opere ,di vita,di bene quel tanto o quel poco, e di male.Mi opprime un poco.Non so perchè questo “venga il tuo regno” mi ha dato ora un senso di immenso e di gioia.
    Le azioni volute o riconsiderate ora,il male in tante forme è questo che mi torna in mente, più del bene.Mi da fiducia il male trasformato dalla misericordia di Dio.Ma come?Ci penso.

    • Posso rispondere soltamnto oggi, perché Gesù mi ha concesso un periodo di tregua, con una bella influenza (qualche mio amico l’ha definita “tignosa”). Tutti ci troviamo con il nostro passato, che non sempre scopriamo pulito o addirittura splendente. Però è proprio quel passato che Gesù vuole lo offriamo alla sua misericordia e alla sua lode. Gesù ci ama nel presente e accoglie noi nel nostro presente, perché lascia il passato dentro quella nostra storia, che ricureremo “completamente” quando arriveremo nelle braccia del Padre. Intanto fin da oggi ci diamo l’appuntamento per “allora”. Sarà un bell’incontro non solo con il Padre ma anche tra di noi!

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