Tutti profeti

Tutti profeti
Una dimensione di Gesù è il suo essere profeta. Egli parla in nome di Dio, e parla da Dio, poiché Dio umanato.
Tale dimensione Gesù l’ha comunicata alla Chiesa, al gruppo di persone che vivono nel suo “nome” e del suo “nome” (= qualità positiva della verità): andate e annunciate; lo Spirito vi annuncerà anche cose più grandi.
La Chiesa non è un ente astratto, librato nel nulla. Essa è concreta proprio nella concretezza delle persone che costituiscono la Chiesa. Quindi la profezia è propria di ogni cristiano. Essa si svolge anche all’interno di ogni credente quando egli si dice e proclama le verità di Gesù, alle quali crede. Per conseguenza, tutto ciò che ogni cristiano “scopre” nel Vangelo, rientra nella sua azione di profeta; perciò non può essere confinato in lui, ma è ricchezza dello Spirito per la Chiesa e nella Chiesa, ed è destinato, direttamente o indirettamente, al bene di tutti, alla luce di tutti. Evidentemente qui non entrano le sue fantasie, ma il suo riflettere il Vangelo.
Allora ogni scintilla di verità che si sprigiona in lui, appartiene almeno tacitamente alla Chiesa, e fa parte del crescere della Chiesa nel tempo fino all’esaurirsi del tempo.
Paolo non poteva tacere la luce che egli aveva ricevuto. Forse non sempre ci accorgiamo che Paolo è uno di noi, destinato a una missione unica e personale, ma non confinata.
Poco o tanto, ciascuno di noi è destinato dallo Spirito, a svolgere missioni analoghe alla missione di Paolo, che svolgeva la missione di profeta di Gesù e per Gesù.
02.08.18

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