Nelle tue mani

Nelle tue mani

Quando i nostri appoggi nelle persone care, diventano insicuri e insufficienti, l’unico nostro appoggio rimane il Padre. Ci sono dei periodi, nei quali il mondo si fa notte, anche a causa delle manovre umane. Allora?

Questa notte mi lascerete solo, ma non resto solo, perché il Padre è con me. È la posizione della vera confidenza, quando il buio si infittisce.

Tuttavia quel “il Padre è con me” si trasforma in un angelo. Gesù chiese che da lui si allontanasse il calice; il Padre non l’abbandona. “Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo” (Lc 22, 43). Nella nostra angoscia troviamo un angelo (o diversi angeli, ma uno in particolare) che ci sostiene, che non ci abbandona, e ci consola.

Forse noi abbiamo sostenuto molti nel loro soffrire. Le persone più vicine, cercano di sostenerci. Però incontriamo anche i duri di cuore, che ci insultano: “Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il Cristo, colui che Dio ha scelto” (Lc 23, 35). È  lo scherno che noi sentiamo, proprio dai beneficati. Si aggiunge lo scherno delle forze “dell’ordine”: anche i soldati lo schernivano (Lc 23, 36).

Ma ecco la consolazione nuova per quel Gesù, che aveva aiutato altri: la consolazione oltre che dall’angelo, gli viene da chi lo desta alla sua solita bontà, quella bontà, intrinseca a Gesù, e a ognuno di noi in proporzione minore: anche sulla croce Gesù può ancora essere attivo nel guarire: “Oggi sarai con me nel Paradiso!” (Lc 23, 43). Gesù non si eclissa, non nasconde la sua bontà. Anche nelle nostre sofferenze, può restare attiva la nostra bontà: il perdono!

22.05.17

 

One thought on “Nelle tue mani

  1. Mi sono di grande conforto le sue parole caro padre in questo momento un po’ triste, il buio sembra vincere la luce, ma non è cosi : non siamo soli Lui è con noi e ci ama. Grazie padre, perché nelle sue parole trovo questa certezza

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